USER-EXPERIENCE-CHECKOUT
Gerald Bala - Elementor Startup

Case Study: Pro e contro in una Checkout Page

Eccoci con un nuovo articolo in cui vediamo come dovrebbe presentarsi una buona checkout page! 

Come esempio ho scelto il sito di Stine Goya.

Ho scoperto il suo sito tra i migliori della settimana secondo awwwards, ma a dire la verità non mi ha entusiasmato.

 Visivamente è molto bello, ma ci ho messo un attimo a capire quale fosse lo scopo del sito e come fosse diviso. Quindi, la UX generale sarebbe da migliorare secondo me.

 Poi però ho provato a vedere come fosse strutturato il processo di acquisto e checkout, e devo dire che non è male!

Una volta scelto il capo, in un paio di click si arriva alla pagina di checkout che trovate nell’immagine qui sotto e di cui voglio mostrarvi i punti di forza e i punti deboli.

Cominciamo quindi a scoprire la User Experience di questa pagina di checkout

 

 

 Il primo punto a favore è che spariscono menù e quel poco di header e footer presenti nel sito, non ci sono distrazioni. L’unica cosa che può fare l’utente è comprare.

C’è comunque la possibilità di tornare indietro con il “return to cart” come vedete in foto.

 Seconda cosa positiva, è che richiedono la mail come primo campo.

L’utente quindi la inserisce subito, poi magari però non è convinto, non compila tutto e torna indietro. Il sistema però ha già registrato la sua mail e questo può servire ad acquisire il contatto anche senza l’effettivo acquisto.

Ho provato personalmente e mi sono arrivate una mail di benvenuto e un’altra inerente al carrello abbandonato. Non sottovalutate questo punto quindi!

 Ottima anche la possibilità di salvare i dati per un acquisto futuro, in questo modo l’utente non perde tempo a reinserirli.

 E va benissimo anche il recap di quello che stiamo comprando per verificare di non aver sbagliato taglia o modello.

 Fin qui tutto ok, ma ci sono alcune cose che influiscono negativamente su tutto il resto.

 La prima, e più importante, è la valuta, nonostante prima del checkout avessi scelto di voler vedere i prezzi in Euro, qui l’importo appare in Corone Danesi

Capite che, se una persona che stava cercando di comprare un abito da 240 € circa, si vede poi scritto 1800, si spaventa giusto un attimino, anche perché il dkk (l’abbreviazione di corona danese) è scritto molto in piccolo, e si può non sapere il significato di questa sigla.

Tutto questo si potrebbe trasformare in un cliente perso.

 Altro punto debole sono i 4 passaggi per arrivare all’ordine completato. Ne sarebbe bastato uno solo.

Nel passaggio successivo a quello della schermata che vedete, si chiede di scegliere il metodo di spedizione. Ma ce n’è solo uno “spedizione internazionale gratuita” Quindi è totalmente inutile.

Sarebbe bastato l’avviso di free shipping nella prima schermata di checkout.

Alla fine si chiede di scegliere il metodo di pagamento, e anche questo poteva benissimo essere integrato nella prima pagina.

Più step si aggiungono più è alto il numero di utenti che abbandonano e che quindi non completano l’acquisto.

 Altra cosa che non ho trovato, sono i trigger psicologici che invogliano l’utente a comprare, non ne ho visti di nessun tipo.

 In definitiva, sarebbero bastati un paio di accorgimenti per rendere il tutto quasi perfetto.

Che ne pensate ragazzi? Diamo il via alla discussione tra i commenti!  

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